Il mio modo di lavorare si fonda sull'ascolto, sulla presenza e sulla costruzione di uno spazio in cui la persona possa sentirsi libera di esplorare ciò che sta vivendo senza giudizio e senza soluzioni preconfezionate. Ogni percorso è diverso, perché diversa è la storia di chi lo intraprende.
Il counseling, per come lo intendo, è uno spazio concreto di lavoro: un tempo dedicato a fermarsi, osservare, dare nome alle esperienze e trovare modalità più consapevoli per muoversi nelle situazioni di cambiamento.
Il percorso prende forma a partire da un primo incontro, in cui viene accolto il bisogno e chiarito ciò che la persona desidera esplorare. Da lì si costruisce insieme un obiettivo di lavoro, che resta sempre aperto e rivedibile nel corso degli incontri successivi.
Gli incontri sono centrati sul presente: su ciò che sta accadendo ora, su come viene vissuto e su quali possibilità di lettura e di movimento possono emergere.
Il dialogo è il principale strumento di lavoro e viene accompagnato da domande che aiutano a esplorare, riformulazioni che permettono di guardare le situazioni da nuove angolazioni e momenti di restituzione che aiutano a dare coerenza a quanto emerge.


Accanto al dialogo utilizzo strumenti che favoriscono un'esplorazione più ampia rispetto alla sola parola. Lavorare con immagini, simboli, metafore e modalità espressive diverse permette spesso di rendere visibile ciò che è difficile da dire in modo diretto.
Possono essere utilizzati materiali visivi, proposte di scrittura, oggetti simbolici, mappe relazionali o brevi esercizi di osservazione. La scelta degli strumenti non è mai standardizzata. Viene valutata di volta in volta in base alla singola storia.