
In alcuni momenti è utile fermarsi e rimettere a fuoco ciò che sta accadendo. Questa necessità può nascere da una fase di cambiamento, da una scelta da prendere, da una sensazione di blocco o dal desiderio di conoscersi meglio.
È un'area che tocca il rapporto con sé stessi, con i propri limiti, con le proprie risorse e con il modo in cui si dà senso alle esperienze. Spesso non si tratta di "risolvere un problema", ma di trovare una nuova lettura di ciò che si sta vivendo e di recuperare una maggiore libertà di movimento.
La comunicazione è il luogo in cui prendono forma le relazioni. È qui che nascono intese, incomprensioni, conflitti e possibilità di incontro.
Quest'area riguarda il modo in cui si parla, si ascolta, si interpreta l'altro e si viene interpretati. Spesso le difficoltà non stanno tanto in ciò che si dice, ma in come si costruiscono i dialoghi, nei ruoli che si assumono e nei significati che si attribuiscono alle parole e ai comportamenti.
Lavorare sulla comunicazione significa diventare più consapevoli di queste dinamiche.


La perinatalità è una fase di passaggio profondo che coinvolge identità, relazioni e assetti familiari. Gravidanza, nascita e primi mesi di vita del bambino portano con sé trasformazioni intense, spesso accompagnate da emozioni complesse e contrastanti.
È un periodo in cui si ridefiniscono ruoli, confini e immagini di sé, come individui, come coppia e come famiglia. Richiede tempo, ascolto e uno spazio in cui poter dare senso a ciò che sta cambiando.
La genitorialità è un processo in continua evoluzione, che attraversa fasi diverse e mette costantemente in gioco equilibri, responsabilità e relazioni.
Essere genitori significa confrontarsi con aspettative, dubbi, fatiche e trasformazioni personali. È un'area che riguarda non solo il rapporto con i figli, ma anche il modo in cui si sta nella coppia, nella famiglia allargata e nel proprio ruolo adulto.
Riconoscerne la complessità aiuta a vivere questo compito in modo più consapevole e sostenibile.


Propongo pratiche di consapevolezza ispirate al protocollo MBCP (Mindfulness-Based Childbirth and Parenting), adattate al lavoro di counseling e ai contesti di vita quotidiana.
Si tratta di esperienze semplici di presenza e ascolto di sé, utili per riconoscere ciò che accade nel corpo, nelle emozioni e nei pensieri, soprattutto nei momenti di cambiamento e di carico emotivo.
La mindfulness non è una tecnica per "stare meglio", ma uno spazio di osservazione che può aiutare a stare in modo diverso con ciò che c'è, favorendo maggiore contatto, regolazione emotiva e possibilità di scelta.